LE INVASIONI BARBARICHE

Nell'anno 40 a.C. , in cui troviamo i Planci come ultima traccia della nostra ricerca sulle famiglie Bianchi, fino all'anno 938 d.C. (Sec.VIII°) di Bianchi o di Planci o di altre denominazioni da cui far derivare le origini dei Bianchi, non ne abbiamo traccia.

È questo il periodo in cui i Barbari, invadendo l'Italia, procurarono guerre, lutti e rovine che impedirono, di certo, la compilazione e la conservazione di documenti, narrazioni di fatti, e di quanto altro poteva essere tramandato a testimonianza dello svolgersi della vita in seno alle varie famiglie italiane.

Dalle sponde del Reno, dalle steppe caucasiche, dagli Urali e dalle vette dei Pirenei un susseguirsi di eserciti stranieri scendevano in Italia, sottomettendo la nostra gente, e con l'avidità dell'affamato, incendiavano, rapinavano, distruggevano fiorenti città riducendole in mucchi di rovine.

Gli Eruli, i Goti, i Bizantini, i Longobardi ed i Franchi furono i popoli invasori che si alternarono in Italia imponendo nuove leggi, togliendo terre e poteri, nominando nuovi capi e padroni.

Soltanto con l'inizio dell'impero di Carlo Magno, Re di Francia, fondatore della dinastia Carolingia, i Bianchi escono dall'ombra che li aveva avvolti.

Carlo Magno, sconfiggendo Astolfo, re dei Longobardi, sostituì l'ordinamento Longobardo con uno nuovo, confermò la donazione dell'Esarcato (antico nome dato al territorio comprendente le città di Ravenna Bologna, Ferrara e Adria) al Papa Leone III così che questi, riconoscente per la donazione, per la protezione avuta e per il trionfo del Cristianesimo, lo incoronò Imperatore (800). Nacque così il Sacro Romano Impero che si realizzò con l'istituzione del feudalismo.

Il Fedalismo o fedualità, consisteva nel decentramento del potere sovrano, ovvero l'imperatore concedeva a persone a lui fedeli, terre e diritti (in un primo tempo a vita e successivamente divennero ereditari) che costituiscono appunto i feudi.

Il signore o vassallo, investito di feudo, doveva ottemperare a certi obblighi verso il sovrano, ma poteva a sua volta concedere ad altri una parte delle terre e dei diritti di cui godeva.

Si determinò in tal modo la gerarchia feudale: in capo ad essa era l'Imperatore da cui dipendevano immediatamente i principi ( re, marchesi, conti, vescovi, abati). Da questi dipendevano i vassalli maggiori, quindi i vassalli minori o valvassori e da loro i minimi o valvassini. Tutti costoro costituivano la classe feudale, dedita essenzialmente alla milizia, e godevano di privilegi e di diritti, distaccandosi nettamente dal resto dei liberi ( ) che restano così assoggettati ad una serie innumerevole di obblighi ( imposte, prestazioni personali gratuite ecc.)

In premio del contributo dato ai Franchi per la cacciata dei Longobardi i Bianchi ottennero feudi, concessioni, immunità, privilegi che, oltre a permetter loro di ricostruirsi la perduta ricchezza, gli permisero di essere reintegrati nei ranghi sociali.

Occorre rammentare che i Bianchi, i quali prima dell'invasione barbarica non è stato accertato dove avessero residenza, con la calata dei barbari, per sfuggire alle persecuzioni, si stabilirono in Firenze, Orvieto, Rovereto e Cremona, formando altrettante casate che a loro volta si riversarono in numerose città d'Italia.

A questo punto c'è da chiedersi : " Ma tutte le famiglie Bianchi discendono da questi quattro rami principali ? ".

Ovviamente tutte no, ma molti sono coloro che possono vantare tali discendenze, tenuto conto che, come sopra ricordato, ogni casata aveva alle sue dipendenze uno stuolo di vassalli, di servitori, ecc. che, secondo l'usanza dei tempi, assumevano il cognome e spesso le insegne delle famiglie che servivano.

In tal modo, oltre ai rami principali, molti rami derivati nonché gli innumerevoli discendenti di coloro che erano al servizio delle grandi casate dei Bianchi hanno contribuito a costituire questa numerosissima famiglia italiana.

Da questo periodo in poi non troviamo più sillogismi per identificare un ramo dei Bianchi, né alcuna comunanza con i Bianco, che, a mio modesto parere, sono i nostri più stretti parenti da alcuni dei quali, difformando il cognome Bianco in Bianchi, furono i veri capostipiti di alcuni rami di questa grande famiglia.

Nei prossimi capitoli prenderemo in esame i vari gruppi famigliari dei quali sono state tramandate notizie sia con documenti che con narrazioni o citazioni, al contrario di quelle famiglie Bianchi contadine che, seppur più numerose, non hanno avuto molte ragioni per tramandarci una documentazione sulle loro storie di vita.


Ultimo aggiornamento 20/04/2005