LE CONFRATERNITE CHIAMATE " dei BIANCHI "


Le confraternite sono associazioni di fedeli, rette da uno statuto approvato dall'autorità ecclesiastica, per l'esercizio in comune di atti di pietà e di carità e l'incremento del culto.
Si distinguono dalle congregazioni, perché i loro membri sono laici, non fanno voti, né vivono in comune.
Nel medioevo le confraternite ebbero grande influenza esercitando attività anche economiche e politiche; ma nella metà del sec. XVIII, specialmente per opera della Rivoluzione Francese e di Giuseppe II nelle terre sotto il dominio dell'Austria.

1200 - Città della Pieve (Perugia)

Oratorio di Santa Maria dei Bianchi - Fin dal sec. XIII , l'Oratorio fu sede della "Compagnia dei Disciplinati" o dei "Bianchi" . Fu poi trasformato nel 1818 su probabile disegno di Andrea Vici (attribuzione dell'autore) (Vai alla pagina)


1399 - La confraternita dei Bianchi

Assisi, Vallo di Nera, Terni, Rieti e Leonessa sono alcune delle tappe del lungo itinerario percorso seicento anni fa da migliaia di uomini e donne facenti parte della Confraternita dei Bianchi Battuti, comunemente detti Bianchi, un movimento religioso che nel 1399 percorse l’Italia da nord a sud al grido di "Pace e misericordia".

Ma chi erano e come nacquero i Bianchi?

Sul finire del 1300 l’Europa e l’Italia vissero un periodo particolarmente tormentato sia per le numerose guerre fra stati e staterelli sia per le lotte all’interno della Chiesa che videro contemporaneamente sulla cattedra di Pietro due papi: lo spagnolo Pietro de Luna, che prese il nome di Benedetto XIII (1394-1423), eletto ad Avignone alla morte dell’antipapa Clemente VII, e il napoletano Pietro Tomacelli eletto a Roma col nome di Bonifacio IX (1389 – 1404).
Secondo una leggenda, all’origine del movimento, che si vuole nato in Provenza, sarebbero alcune apparizioni miracolose avvenute in diverse parti d’Europa allo scopo di riportare la pace negli animi.
La prima data certa della nascita dei Bianchi è il 5 marzo del 1399. In quel giorno a Chieri (Torino) uomini e donne coperti di bianche tuniche, la testa nascosta da un cappuccio che aveva solo due fori per gli occhi, sul capo e sul petto una croce rossa e con i fianchi serrati da corde scesero in piazza pregando e flagellandosi a sangue chiedendo perdono dei peccati. Ben presto questo nucleo iniziale fece proseliti espandendosi per le città.
Dopo aver toccato Alessandria i penitenti il 7 luglio raggiungono Genova. L’arcivescovo della città Fieschi, benchè vecchio e malato, segue su un cavallo con la gualdrappa bianca, la processione dei Bianchi che stimano i cronisti dell’epoca in 30 mila.
Da Genova il movimento si divide in due tronconi principali. Uno punta su Venezia guidato dal beato Giovanni Dominici, l’altro discende lungo il Tirreno.
L’8 agosto i Bianchi sono a Lucca ed il 13 a Pistoia e via via scendono fino in Umbria.
Altre correnti raggiungono il 9 agosto Bergamo, poi Milano quindi Ferrara, dove alla testa della processione dei Bianchi si pone il marchese Nicolò d’Este,
Rimini che vede la partecipazione di Carlo Malatesta e Carlo Gonzaga.
I Bianchi "rastrellano" quindi l’Italia; sono segnalati anche a Napoli, in Calabria e in Puglia.
Il 6 settembre partono in 10 mila da Orvieto (Terni); il 7 un’altra colonna parte da Sutri (Viterbo) al seguito della croce portata dal conte Nicolò dell’Anguillara ed entrano in Roma cantando la lauda "Misericordia, eterno Dio".
  Papa Bonifacio IX sulle prime un po’ dubbioso e poi resosi conto dell’autenticità della pietà che animava i pellegrini partecipò con principi e cardinali alle processioni promulgando inoltre il "perdono di colpa e di pena" a chiunque avesse fatto penitenza per nove giorni ed indicendo l’Anno Santo del 1400.

Ma la peste era in agguato. Essa aveva fatto la prima timida apparizione a Genova e poi a Venezia nel 1397 e nel 1399, portata evidentemente anche dai Bianchi, si diffuse con virulenza in tutta l’Italia centrale.

Scrive un cronista dell’epoca: "Ora sappi che la morìa per tutto questo paese è sì grandissima, per le città castella e ville, che non ci rimaneva persona; cascano le persone ritte in terra morte; serransi le case e le botteghe; rimangono le persone morte e inferme; non si trova chi li aiuti, chi fugge qua e chi là, è il maggior stupore mai si vedesse, non c’è rimedio niuno, i giovani, i fanciulli, vecchi e d’ogni generazione gente; Cristo ci aiuti".

Nel breve volgere di poco più di un anno la Confraternita dei Bianchi come rapidamente era nata altrettanto rapidamente si estinse.

Chiesa di Santa Maria - Vallo di Nera (PG)

"Misericordia, eterno Dio,

Pace, pace, signor pio,

Non guardare il nostro errore.

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Misericordia andian gridando,

Misericordia non sia im bando,

Misericordia Idio chiamando,

Misericordia al pecchatore.

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Misericordia, Idio verace,

Misericordia, manda pacie,

Misericordia, se ti piacie,

Misericordia, alto signore.

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O dolce vergine Maria,

Di noi guardia e compagnia,

Preghiam che im piacer ti sia

Che preghi per noi il Salvatore

.

Lo tuo figliuolo somma potensa,

Quando se’ co lui im prezensa

Che rivochi tal sentensa

Pregal, madre, pel tuo amore".

 

 

Da un cronista dell’epoca, Giovanni Sercambi (Lucca 1348 – 1424) secondo il quale i Bianchi giunti a Roma erano 120 mila, 20 mila dei quali Tedeschi

Le sei chiese, in cinque località dell’Umbria e del Lazio comprese nell’itinerario dei Bianchi, contengono affreschi che ne raffigurano le processioni o due miracoli collegati: le apparizioni della Madonna dell’Oliva (Assisi, 2 luglio 1399) e della Madonna e di Cristo (leggenda dei "tre pani"), quest’ultima collegata all’inizio del movimento. Le opere sono di mani diverse, ma tutte datate intorno al 1400.

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Assisi (PG - m. 424) - Chiesa della madonna dell’Oliva e Monastero di S. Giuseppe

Nella chiesa e nel monastero sono alcuni affreschi che rappresentano l’apparizione della Madonna (ribattezzata poi "dell’Oliva") a due contadini, padre e figlio, che lavoravano in un uliveto fuori Assisi.

 

Vallo di Nera (PG - m. 467) - Chiesa di S. Maria

Nella parte bassa del paese, situato in una strettoia della Val Nerina, sorge la chiesa di S. Maria o di S. Francesco, del ‘200. Tra gli affreschi dell’interno, eseguiti a cavallo fra il ‘300 e il ‘400, sulla parete della navata ce n’è uno di Cola di Pietro, pittore originario di Camerino, che rappresenta la "processione dei bianchi".

 

Terni (m. 130) - Chiesa di S. Maria del Monumento

E’ la chiesa quattrocentesca del cimitero, sorta sugli avanzi del monumento romano ad Azio Successo. Gli affreschi nell’interno, di un ignoto pittore dell’inizio del ‘400, raffigurano i miracoli della Madonna dell’Ulivo e della "storia dei tre pani".

Rieti (m. 405) - Chiesa di S. Eusanio

La chiesa originaria è del 1100, ma è stata rifatta alla fine del ‘500. Nell’altare maggiore c’è un affresco, trasportato dal vicino oratorio di S. Barnaba, che raffigura la storia dei "tre pani".

Leonessa (RI - m. 969) - Chiesa di S.Francesco

Nella chiesa inferiore di S. Francesco (13° secolo) alcuni splendidi affreschi, portati in luce nel 1993, raffigurano la processione dei Bianchi o Flagellanti, vestiti di bianco e col viso coperto da un cappuccio bianco forato per gli occhi, e il miracolo della Madonna dell’Oliva, con la città di Assisi sullo sfondo. Sono in ottimo stato di conservazione e l’autore è sconosciuto


1541 - Palermo : Compagnia dei Bianchi di Palermo.

Era una confraternita fondata il 14 aprile del 1541 i cui Governatori e Consiglieri erano costituiti da personaggi nobili di Palermo.


1550 - Messina - Prima Confraternita di Nostra Signora del SS.Rosario della Pace dei Bianchi

Fondata nel gennaio del 1550 nell'Oratorio del Convento di S.Domenico.
Fra le grandi opere di pietà e religione fu la fondazione di un conservatorio per donzelle orfane e povere detto delle Biancuzze (1623).
Per essere ammesso nel ruolo de' cavalieri di quest'illustre corpo bisogna far prova di nobiltà cospicua ( art.89 R.Decreto 1-4-1829)
Nel 1739, nel ruolo generale dei Confrati, appare il nome di Don Carlo Bianchi Ufficiale

1753 - A Rapallo vicino alla Torre Civica si trova l'oratorio della Santissima Trinità, conosciuto anche come "Oratorio dei Bianchi" dal colore delle cappe della confraternita, dove si possono ammirare i crocifissi argentei della confraternita ed un San Sebastiano del Maragliano. L'organo racchiuso in una splendida cassa barocca, è probabilmente del 1779, sistemato nella cantoria sulla parete di fondo dell'edificio. È un vero gioiello nel suo genere, attribuito a Tomaso II Roccatagliata, appartenente ad una famosa famiglia di organari di Santa Margherita Ligure. La basilica di Rapallo dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, sorta su un preesistente edificio della fine del VI secolo, presenta la facciata in stile neoclassico. Al suo interno si trova il Miracolo di San Biagio di Domenico Fiasella (1589-1669). La costruzione del campanile risale al 1753, ma quando si arrivò al quinto piano esso si inclinò di "palmi 4 e once 7", non raggiungendo, così, gli 85 metri a cui sarebbe dovuto arrivare ma limitandosi a 67 metri.


Ultimo aggiornamento 20/04/2005