Alessandria, dopo che la Lega sconfisse definitivamente il Barbarossa divenne una delle città più potenti ed agguerrite. Si reggeva a Repubblica con un Capo, un consiglio di 10 Consoli, un collegio di 100 Centurioni. Tutti questi notabili, si riunivano in seduta comune per stabilire le leggi, amministrare la giustizia, eleggevano i Capi che dovevano guidare gli eserciti in tempo di guerra. I Bianchi furono sempre fra i cittadini che avevano il governo della città ed infatti, nel 1295 troviamo ben 5 Bianchi a far parte del Consiglio dei Decurioni: Luigi, Daniele, Raniero, Francesco e Bianchino. Un loro contemporaneo, Federico Bianchi, con altro otto cittadini delle principali famiglie esistenti, furono incaricati di redigere gli Statuti della Repubblica. Giuliano Porta, nel Teatro nobilissimo degli eroi Alessandrini, cita come valorosi Capitani di Ventura Bartolomeo, Biagio e Carlo Bianchi. Ed ancora Ortensio, Antonio e Giovanni Bianchi furono eruditi giureconsulti annoverati nel Collegio Nobile dei Dottori in Giurisprudenza (1580) . Ortensio inoltre ricoprì la carica di Questore del magistrato ordinatore nonché quella di oratore residente in Milano finchè, nel 1594, non fu inviato ad Asti per ricoprire la carica di Podestà. Anche per i Bianchi di Alessandria, come molte famiglie nobili, ebbero momenti di fulgore seguiti da altri di decadenza. Già nel 1650 le cronache cittadine non danno più testimonianza del loro operato, tuttavia restano delle testimonianze a sottolineare il loro operato. Proprio nel cuore della città si erigeva la torre che i Bianchi avevano innalzato che al tempo delle fazioni cittadine, costituiva una piccolo fortilizio inespugnabile. Nelle cronache del tempo si fanno vari accenni sia alla torre che alla piazza che viene definita " Nobilium de Blanchis ". Altra torre era stata costruita dai Bianchi fuori città, verso la Villa del Foro.In data 30 gennaio del 1750 il comune di Alessandria rilasciò un certificato di nobiltà che dichiarava la famiglia Bianchi una famiglia decurionale a Luigi Bianchi di Tommaso che, avendo sposato( nel 1731) Anna Espinosa de Los Montros, figlia del luogotenente del Governatore di Alessandria, formò un nuovo ramo aggiungendo al cognome Bianchi quello della moglie che venne registrato come Bianchi d'Epinosa.
- Da questo matrimonio nacquero Eugenio ed Enrico.
- Dal ramo di Enrico nacquero Luigi ed Anna.
- Lo stemma che caratterizzava questa famiglia era così composto:
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Fasciato di rosso e d'argento di quattro pezzi..