
I BIANCHI DI
BARI
Il 24 settembre 1863 da Tommaso Bianchi e Angela De Liguori nasceva a Bari MENOTTI BIANCHI , in arte FRATE MENOTTI.
Celebre vignettista del giornale satirico "Fra Melitone" edito a Bari nel 1883 assunse il pseudonimo di Frate Menotti perché era consuetudine organizzare la redazione come un convento nel quale tutti i redattori, che alle riunioni indossavano burleschi sai, portavano pseudonimi frateschi.
Il giornale scomparve il 21-10-1895.
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| Su iniziativa della Pinacoteca Provinciale di Bari è stato pubblicato il volumetto sull'opera e sulla personalità del caricaturista Menotti Bianchi | |
Un fondo speciale presso la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi di Bari presso la Cittadella della Cultura è costituito dal nucleo di 838 caricature (disegni, acquerelli, litografie) del disegnatore barese Menotti Bianchi, noto col nome d’arte di Frate Menotti, che illustrò e testimoniò la vita politica e la società locale dall’ultimo decennio dell’Ottocento al 1924.
Altre caricature sono conservate presso il Museo Storico Civico di Bari
Presso il Dipartimento di Studi classici e cristiani dell'Università degli studi di Bari che ha la propria sede nell'isolato 57 della città vecchia di Bari, compreso tra strada della Torretta, strada S. Teresa dei Maschi e vico Maurelli. conserva una decina di gustosi acquerelli riproducenti personaggi pubblici della vita nazionale e locale dipinti dal prestigioso caricaturista Frate Menotti, pseudonimo di Menotti Bianchi, che operò dal 1901 al 1924.
Il Comune di Bari ha intitolato una via al celebre caricaturista
Nato a Bari il 31 Ottobre 1861da famiglia fasanese, si laurea in Economia e commercio ed intraprende la carriera bancaria presso la succursale della Banca d’Italia a Bari. Collaboratore del giornale di satira locale "Fra Melitone" per il quale disegna alcune caricature di personaggi del tempo, abbandona tutto per trasferisi a studiare Roma presso l'Accademia delle Belle Arti, dove si diploma con successo. Torna nella sua città e si inserisce nel dibattito artistico-culturale del tempo, ricevendo riconoscimenti per la propria autorità e cultura, opponendosi duramente alla distruzione della Città Vecchia di Bari.
Negli stessi, per incontrare un suo fratello, compie un viaggio in Tunisia, chiamato da lui stesso "viaggio d'Oriente", che cambiò la sua vita e la sua vena artistica.
Nel 1915 ritorna nella sua terra e avvia la costruzione di un Minareto nel punto più alto della Selva di Fasano,
Muore il 12 febbraio 1935 sulla strada che da Bari lo conduceva al “Minareto”.
Notizie da: http://it.wikipedia.org/wiki/Damaso_Bianchi
Ultimo aggiornamento 22/11/2008