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I BIANCHI DI CAMERATA PICENA

 

 

 Il castello del Cassero era originariamente a piante quadrata, con tre torri disposte nel mezzo dei lati: due sull'asse Sud-Est / Nord-Ovest e l'altra, detta torre maestra, verso Sud-Ovest; questo dà alla struttura una forma simile ad una croce greca.

Nella seconda metà dell'Ottocento alcuni locali del castello del Cassero, tra cui la torre, erano di proprietà dell'ingegner Eugenio Bianchi.
La torre maestra è stata completamente ristrutturata e in parte ricostruita soprattutto nelle sua merlatura tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento ad opera dell'ingegner Bianchi.

Vicino al castello è posta la villa Bianchi-Lavagnino. Originariamente essa si chiamava solo villa Bianchi ed era di proprietà dell'ingegner Eugenio Bianchi. Egli abitava ad Ancona ed era proprietario di molti ettari di terreno al Cassero; perciò fece costruire la sua villa intorno al 1881 al centro dei suoi possedimenti e la utilizzava come casa di villeggiatura. Sua figlia Clementina Bianchi sposò nel 1909 il conte Eduardo Lavagnino-Fieschi di Lavagna, ed essi vennero ad abitare stabilmente in questa villa. Il conte Lavagnino, come già ricordato, fu un personaggio illustre ed importante per il paese: egli si batté per far aggregare il Cassero a Camerata Picena ma anche per far riacquisire l'indipendenza a quest'ultima che perse con il fascismo. La villa fu abitata dalle figlie di Lavagnino fino al 1997, data della morte dell'ultima.
La villa è completamente affrescata; un affresco, risalente come gli altri alla data di costruzione della villa (1881), raffigura il castello del Cassero come appariva all'epoca. All'interno della villa vi è anche una piccola scultura in altorilievo sul muro raffigurante lo stemma araldico della famiglia Bianchi.

http://www.provincia.ancona.it/comuni/CamerataPicena.nsf


Ultimo aggiornamento 20/04/2005