Stembiarid.gif (3643 byte)

 

 

 

I BIANCHI di cento.GIF (4633 byte) CENTO (Ferrara)

 

Pasini Francesco, nel suo dizionario storico, asserisce che la famiglia Bianchi era proveniente da Bologna e che si stabilì a Cento nel XIII sec (1200).

Appartennero a questa famiglia cinque rami o famiglie diverse, secondo gli stemmi che ci vengono descritti.

 
Primo ramo : Lo stemma era così descritto:
 
 
Bandato d'oro e d'azzurro
alla fascia d'argento attraversante

 

Burino Bianchi figlio di Francesco fu Monsignore e canonico in San Pietro di Bologna, poi Vicario Generale del Card. Paleotti arcivescovo di Bologna. Morì a Bologna il 16 maggio 1598.

Riccio Bianchi, Capitano delle milizie di Cento e di Pieve e fu Cameriere Segreto di Ercole I Bianchi, Capitano delle milizie di Cento e di Pieve e fu Cameriere Segreto di Ercole I

Giuseppe Bianchi, Cavaliere del Cristo di Portogallo. Bianchi, Cavaliere del Cristo di Portogallo.

Alessandro Bianchi, Arciprete di Guastalla. Bianchi, Arciprete di Guastalla.

Alessandro Bianchi, Capitano al servizio di Urbano VIII. Bianchi, Capitano al servizio di Urbano VIII.

Giulio Cesare figlio di Cesare nato il 3 settembre del 1590. Laureato nelle due leggi e in teologia, fu sacerdote quindi Protonotario Apostolico e canonico. Qualche anno dopo il 1600 a Cento l'antica letteraria Accademia della Notte (che aveva per stemma una mezza notte irradiata da fulgida luna verso la quale rivolgeva gli occhi un passante che aveva ai piedi un cane che abbaiava rivolto all'astro) cessò la sua attività.

Giulio Cesare, rinomato oratore e poeta, pensò che era utile fondare una nuova accademia e nel 1618 vide la luce l'Accademia dell'Aurora, che aveva per stemma " l'Aurora in posizione seduta fra le nubi, con nella mno destra una cornucopia e nella sinistra un mazzo di fiori, nell'atto di spargerli sulla terra. Il tutto sopra la scritta Unique Funduit Odores.

Venne eletto Principe dell'Accademia il canonico Troilo Cabei il quale però, invece di errere riconoscente al Bianchi che lo aveva proposto per tale incarico, si mise subito all'opera per creare una nuova accademia. Il contrasto con Bianchi fu inevitabile e il suo intento rimase infruttuoso così decise di dimettersi dall'incarico e di lasciare Cento.

Questa volta Giulio Cesare venne invitato a ricoprire la carica di Principe che accettò. All'Accademia si associarono pittori, comici, cultori di musica e poesia e gli incontri si effettuavano presso la casa del cav. Fabbri (divenuta successivamente di proprietà dei fratelli Carpeggiani) in Corso Barbieri 35.

Giulio Cesare Bianchi morì il 21 novembre 1661 e l'Accademia continuò le sue attività fino al 1693.

Alcuni membri della famiglia furono Consiglieri del 2° ordine:

1601 - Alessandro Bianchi

1619 - Ippolito dott. Bianchi

1670 - Giambattista dott. Bianchi;

1700 - Nicola Bianchi

1754 - Antonio dott. Bianchi;

1778 - Giulio dott. Bianchi.

 

Gli stemmi degli altri rami dei quali non si conoscono i personaggi sono:

 

 

                

                                                       Interzato in fascia:

nel 1° d'azzurro a tre gigli d'oro ordinati in fascia;

nel 2° d'oro al cigno al naturale in atto di beccare un ramo di rosa;

nel 3° bandato d'azzurro e d'argento.

 

 

               

                  
 
D'azzurro, al leone d'oro, accostato da quattro gigli dello stesso;
capo d'oro caricato da un busto di vecchio con la barba bianca vestito di rosso e posto di fronte
accostato da due aquilette bicipiti di nero

 

   

               

D'azzurro, alla rosa d'argento
fogliata di verde

 

 

                

                                                    
       Spaccato:
nel 1° di azzurro, al busto di vecchio posto di fronte
uscente dalla partizione e tenente un ramo di verde;
nel 2° bandato d'argento e di rosso

 

 

Lo stemma appena descritto venne rilevato dal sepolcro di Matteo Bianchi, sartore, in S.Maria della Rosa (1408) 

 


 I BIANCHI - FABRI

La famiglia Bianchi alias Fabri o Fabris si estinse alla fine del XVII secolo.
Aveva il sepolcro nella chiesa di San Bernardino.
La descrizione dello stemma era il seguente:

                 

Partito:
nel 1° d'azzurro, al destrocherio di carnagione,
vestito di rosso
movente dal fianco sinistro tenente un ramo
di rosa verde, fiorito di tre pezzi di rosso
nel 2° d'argento, alla testa di moro di nero
bendata d'argento.

 


Ultimo aggiornamento 20/04/2005