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I BIANCHI DI COMO

 

 
 
 
 

  

BIANCHI, PERSONAGGI ILLUSTRI COMASCHI

 

1600 circa - Bartolomeo Bianchi, architetto. Emigrò e prese residenza a Genova. Costruì il molo nuovo e il recinto delle nuove mura. Progettò vari palazzi della fam. Balbi nonchè il maestoso collegio dei Gesuiti. Morì nel 1656.
 
1600 circa - Giambattista Bianchi, figlio dell'architetto Bartolomeo. Fu anch'egli architetto e scultore a Genova. Celebre la sua opera Il Bacco che andò in Francia come la Vergine e gli Angeli per l'altar Maggiore della Cattedrale (??) francese. Andò a Milano dove incontrò G.Battista Crespi detto il Cerano e sotto la sua influenza divenne pittore. Rientrato a Genova, moriva di contagio nel 1657.
 
1600 circa - Pietro Bianchi. Giovio G.Battista nel 1784 così diceva di questo personaggio : fu portato da bambino all'ospedale di Como. I miseri esposti sono condannati a vestire una livrea o a romper le zolle dei campi, egli invece si dedicò alla pittura. Fu allievo e poi figlio adottivo di Daniele Crespi detto il Bustino. Si dedicò maggiormente agli affreschi nelle case.
 
1600 circa - Angelo Bianchi, rettore della parrocchia di Piazza. Morendo nel 1657 lasciò ventimila lire al luogo Pio della Misericordia in Como, dove in una sala ci sono bassorilievi in creta da lui fatti e una effige con una iscrizione di cattivo gusto (??)
 
1737 - Tommaso Bianchi, figlio di Gerardo, studiò pittura per 4 anni a Bologna sotto la guida di Domenico Maria Fratta. Si recò poi a Roma e a Firenze presso le Accademie. Si specializzò nel disegno e nei pastelli. Fra le sue opere, disegnò i volumi di un Orto Botanico di Don Raffaele Raimondi.
 
1799 - Angelo Bianchi ( 1799 - Napoli 1862) giornalista e storico italiano è meglio conosciuto come Bianchi Giovini Aurelio, pseudonimo con il quale siglava i suoi articoli.
Nacque a Como il 25 novembre del 1799 da Francesco Bianchi, guardia carceraria, e Maria Zoini. La famiglia trasferitasi da Como a Cremona, fecero educare il figliolo in seminario.
Trasferitosi nel 1830 da Milano a Capolago nel Canton Ticino, diresse vari giornali tra i quali: L'Ancora, Il Repubblicano della Svizzera Italiana, L'Ammnistia.
Nel 1839 circa si sposò con Maria Bellati di Medrisio dalla quale ebbe sei figlie.
Nel 1848 a Torino divenne redattore capo dell'Opinione dove lanciò violenti attacchi all'Austria e al Papa. Nello stesso anno fu eletto deputato e partecipò attivamente alla vita politica.
Nel 1852 fondò L'Unione che pubblicò fino al 1861. In seguito si recò a Napoli, dove il clima più mite poteva giovare alla sua salute ormai cagionevole. Accettò la direzione de La Patria finchè il 16 maggio del 1862 morì.
Finiva così l'uomo che con il suo tono anticlericale, polemico, emerse anche in altre opere opere letterarie ( Biografia di Fra Paolo Sarpi -1846- Storia dei Papi - 1850/ 64 )

Ultimo aggiornamento 20/04/2005