
I BIANCHI DI
GALLARATE (Varese)
1828 - UN BIANCHI GARIBALDINO
- Il 22 novembre 1828 da Bianchi Pasquale e da Pernigari Savina, di mestiere filatori, nacque Paolo Antonio Bianchi.
- Venne battezzato il giorno successivo dal Curato Frippo, un sacerdote patriota che nel 1848 con il suo incitamento convinse molti suoi parrocchiani a contrastare l'invasore austriaco.
- Non sappiamo come, ma ritroviamo Paolo Antonio garibaldino allorché il 2 luglio 1849, Garibaldi con alcune migliaia di uomini, si ritirava da Roma, contrastato da quattro eserciti: il francese, il borbonico, lo spagnolo e l'austriaco.
- Dopo molte peripezie e marce estenuanti, Garibaldi e i suoi uomini si ricomposero a San Marino, e lì il Generale sciolse il suo ormai piccolo esercito, con destinazione Venezia, che ancora combatteva contro l'oppressore.
- Circa 250 di quei volontari vollero seguirlo in questa ultima avventura e, raggiunta Cesenatico, presero il largo sopra alcune barche da pesca dette bragozzi.
- Ma durante la navigazione fu avvistata da navi austriache, le quali iniziarono un cannoneggiamento affondando dieci bragozzi. Solo tre o quattro imbarcazioni poterono raggiungere la spiaggia di Magnavacca, dove sbarcarono Garibaldi, Anita, Ciceruacchio, alcuni ufficiali e soldati.
- I naufraghi furono invece raccolti e fatti prigionieri il 3 agosto 1849 dal Brick Oreste, e fra i 162 garibaldini figurava anche Paolo Antonio. Vennero condotti a Pola dopo aver sofferto gli insulti della ciurma Austriaca, sempre sotto la minaccia di morte.
- Da Pola furono trasferiti di prigione in prigione in Lombardia dove alla fine di dicembre furono liberati.
- Paolo Antonio fece ritorno a Gallarate e nel 1859 sposava Angiola Ferrario, una vedova con figli, dalla quale ebbe un'altra figlia.
- Non si conoscono altri discendenti ne altri fatti riguardanti il Garibaldino Paolo Antonio.
Ultimo aggiornamento 20/04/2005