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I BIANCHI DI GENOVA

 

 

I Bianchi di Genova discendono dai Conti di Lavagna che nella convenzione del 1139 appaiono in tre rami nelle persone di Robaldo, Gerardo e Pagano.

Nelle successive convenzioni del 1145 e 1166 questi rami si presentano già distribuiti in diversi casati e cioè i Bianchi, i Fieschi, gli Scorza, i Conti, i Ravaschieri, i Cardinali, i Pinelli, i Caneti, i Della Torre, gli Schicchi, i San Salvatore ed altri, e ciò sta a significare come i Bianchi si siano imparentati con altre famiglie nobili dell'epoca.

Il capostipite dei Bianchi fu Enrico Bianco, figlio di Oberto di Pagano che per alcune generazioni si chiamarono anche Fieschi dando così origine ad un ramo laterale alla famiglia Interiano che si estinse dopo sei generazioni.

Gli altri continuarono a chiamarsi Bianchi o Fieschi olim Bianchi () e nel sec.XV (1400) lasciarono Genova e si ritirarono nella originaria Lavagna.
Causa di questo rientro fu la politica di inurbamento attivamente svolta dal Comune di Genova.
Il Comune di Genova non sorse nella stessa maniera degli altri Comuni Italiani.
Il nucleo del comune genovese fu la Compagna.
La compagna era una associazione che, in un primo momento, sorse con scopi tutti commerciali, estendendosi poi in potenza fino ad essere identificata nel Comune.
I Consoli della Compagna divennero i Consoli del Comune che, poco per volta, assorbì ogni potere.
La prima iniziativa della Compagna fu quella di estendersi territorialmente, obbligando i grandi feudatari del distretto a fare cessione dei loro beni, giurando fedeltà al Comune e a vivere almeno per otto mesi all'anno nella città. Solo in questo modo i nobili potevano aspirare a partecipare al governo della cosa pubblica, conservando le antiche franchigie e mantenere il possesso territoriale dei feudi, dietro corresponsione di un tributo annuale.

 


 I BIANCHI-BRACELLI

 

Un ramo laterale dei Bianchi di Genova aggiunse, in forza di un decreto Senatorio del 1592, il cognome di Bracelli e presero il seguente stemma:

 

  

 

D'azzurro al grifo d'argento, coronato d'oro, colla banda di rosso, attraversante

 

 

Sempre la stessa famiglia adottò un'altro stemma che viene così descritto:

 
    
D'argento al leone d'oro

 

 


BIANCHI, PERSONAGGI ILLUSTRI GENOVESI

 

1587 - Andrea Bianchi nato a Genova nel 1587, nel 1602 entrò nella Compagnia di Gesù ed insegnò per molti anni retorica e filosofia nei collegi tenuti dai Gesuiti a Milano.
Predicatore e poeta nel 1642, rientrato in Genova, pubblicò l'opera De opinionum praxi sotto lo pseudonimo Candidus Philaletes intervenendo fra i primi nella disputa del probabilismo. Il successo del libro fece sì che altre tre edizioni si susseguissero alla prima nel 1645, 1646, 1651.
Molte altre opere furono scritte da Andrea Bianchi sotto pseudonimo, opere che si affermarono e che crebbero il prestigio di questo gesuita.
Andrea Bianchi morì a Genova il 29 marzo 1657.

1600 circa - Giovan Battista Bianchi, Organista e compositore. Monaco Agostiniano visse solo a Bologna nel convento dell'ordine dove morì.

1700 circa - Sebastano Bianchi fu capitano delle milizie nel 1745

1800 circa - Domenico Bianchi nel 1838 fu Consigliere della Camera dei Conti in Torino,
          nel 1847 fu Senatore di Genova e consigliere dell'Ammiraglio,
          nel 1848 intendente generale di Azienda,
          nel 1850 Deputato al Parlamento Subalpino, carica che ricoprì fino alla sua morte nel 1859.

 I BIANCHI GENOVESI D'ADOZIONE

 

1600 circa - Bartolomeo Bianchi, architetto, nacque a Como, emigrò e prese residenza a Genova. Costruì il molo nuovo e il recinto delle nuove mura. Progettò vari palazzi della fam. Balbi nonché il maestoso collegio dei Gesuiti. Morì nel 1656.

1600 circa - Giambattista Bianchi, figlio dell'architetto Bartolomeo. Fu anch'egli architetto e scultore a Genova. Celebre la sua opera Il Bacco che andò in Francia come la Vergine e gli Angeli per l'altar Maggiore della Cattedrale (??) francese. Andò a Milano dove incontrò G.Battista Crespi detto il Cerano e sotto la sua influenza divenne pittore. Rientrato a Genova, moriva di contagio nel 1657.


                 

 

                 www.officeitalia.it/~cooks/romano.htm

 

 


Ultimo aggiornamento 20/04/2005