
I BIANCHI DI
GRADO (Gorizia)
[1] Negli atti di battesimo degli anni 1790-1800, Barba Bastiàn è segnato come colono nell'isola dei SS. Cosma e Damiano. Muore di anni 55 circa di malattia convulsiva.
[2] Zanetta per parte di padre era nipote di Maria Toso (1735) sposata con Stefano de Grassi e, quindi, prima cugina di Giovanni, l'ultimo Comandaór. Inoltre era nipote di Franceschina Toso (1730), sposatasi nel 1766 con il nobile Francesco del Ben di Giacomo da Daris, come era nipote di Vicenzo Toso (1741), padre di Don Francesco Maria (1768-1833) e nonno di Franceschina Toso che nel 1815 sposò a S. Canzian d'Isonzo il marchese Giorgio Fabris di Nicolò.
[3] Una famiglia Bianchi di Udine, forse una di quelle che si trasferirono nel capoluogo friulano da Firenze all'inizio del 1300, è presente a Grado sin dalla metà del 1400 ed è affittuaria della penisola di Lignano (allora chiamata Lugnano) che, come è noto, in quegli anni era proprietà di Grado. Nel 1700 una famiglia Bianchi viveva, e verosimilmente esercitava un'attività agricola, a S. Pietro d'Orio, isola lagunare un tempo lunga tre miglia e sulla quale per più secoli la famiglia Zerbin ha allevato del bestiame. Gli attuali toponimi di Marina dei Manzi e Casoni dei Bacani (i bacans in Friuli sono i vaccari) sono una fedele testimonianza di un'attività che oggi appare inverosimile.
Il padre di "nonna" Giustina, Giacomo, era contadino a Isola Gorgo. Rimasto vedovo della moglie Elisabetta, morta il 5.8.1791, di anni 42, apparentemente si trasferì a Morteano (Mortegliano) dove si risposò. Ritornato a Grado (ne abbiamo attestazione in data 27.5.1792) Giacomo morì a 45 anni l'1.11.1795 e la vedova, del secondo matrimonio, Teresa Bortula fu Antonio da Udine, con il figlio Giuseppe, nato il 22.9.1793 (suoi padrini, Giuseppe Turco fu Giobatta da Belvedere ed Appolonia Scaramuzza di Sebastiano) ritornò a Mortegliano, forse suo luogo di nascita o forse luogo di origine effettivo del marito per il quale la località di Bellazoia era stata solo una residenza provvisoria di lavoro. E questo giustificherebbe l'affettuoso ricordo del prof. Sebastiano Scaramuzza (Grado, 1829 - Vicenza, 1913) che dedicò una sua poesia proprio "all'avola di Mortegliano". Oggi in tale località la famiglia Bianchi è estinta (ne resta testimonianza nella bella tomba di famiglia in cimitero).
La nonna Giustina molto probabilmente parlava friulano in casa, però va ricordato che, rimasta vedova, lasciò la famiglia. Infatti, a pochi mesi dalla morte del marito, già il 2.10.1804 si risposò con il gradese Matteo Maricutti (1782 ca-1813?) di Nicolò e Maria Caurlotta. Testimone al matrimonio il figliastro Antonio Scaramuzza. Diversi i bambini che nacquero da questo matrimonio: Nicolò (1805-1805), Elisabetta (1807), Lucia (1809-1811), Lucia (1811-13.4.1816). Rimasta ancora una volta vedova, Giustina convolò a nuove nozze il 10.6.1813 con Antonio Zampar fu Pasquale da Strassoldo, ma contadino in Promero. Testi al matrimonio Nicolò Zardi fu Marco e Giacomo Cester fu Zuanne.
I rapporti con la famiglia Scaramuzza sono sempre cordiali e lo prova la presenza della figliastra Caterina (sposata con Antonio Milio) come madrina al battesimo del piccolo Giorgio Zampar, nato il 12.5.1815. L'altro padrino è Nicolò Facchinetti fu Angelo, mentre l'officiante è Don Pietro Marchesan.
Non abbiamo rintracciato la data e il luogo del decesso di nonna Giustina; ma poiché in data 10.11.1816 leggiamo le pubblicazioni di nozze del vedovo Antonio Zampar con tale Annamaria Borsato fu Andrea da Terzo, con la quale aveva una relazione da almeno due mesi (infatti partorì una bambina (Antonia) il 25.6.1817; questa Annamaria, già vedova di Tomaso Cuciante di Terzo, morirà a Grado il 23.11.1865, di anni 79 circa, e da vecchia si guadagnava da vivere facendo la lavandaia), la sua dipartita deve essere avvenuta dopo il 12 maggio 1815 e prima del settembre 1816, forse a Strassoldo, paese di origine degli Zampar o a Promero dove viveva la famiglia, venendo poi, molto probabilmente, tumulata a Fiumicello. Ho voluto questa lunga nota per rispondere a quei critici che hanno scritto che el graisàn de Barba Bastiàn è incerto e ricco di friulanismi a causa della nonna che in casa parlava friulano, una nonna morta, come abbiamo visto, nel 1815 o 1816! L'altra nonna, per la cronaca, era la gradese Meneghina Zuberti.
Ringraziamo Bruno di .... per le notizie di cui sopra
Ultimo aggiornamento 20/04/2005