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I BIANCHI DI GRAGNOLA (Massa)

 

CASTEL DELL' AQUILA

 

Gragnola, a cui sovrasta il Castello dell’ Aquila,fu antichissimo possesso dei Bianchi d Erberia e poi loro curia, essendoci rimasti vari atti del secolo XII e XIII celebrati in foro Gragnolae dal Podestà delle Terre dei Bianchi, il quale era sempre un membro della famiglia dominante.
 
Nella seconda metà del secolo XIII i Malaspina del ramo di Filattiera fecero, come si è detto, vaste compere dai Bianchi; ma non è dato stabilire se Gragnola fosse compresa negli acquisti, o se restasse al ramo dei vecchi signori che continuò, per qualche tempo ancora la storia feudale della famiglia nel castello di Viano.
I diritti acquistati dai Malaspina nelle Terre dei Bianchi passarono, per testamento di Spinetta il Grande, al ramo di Fosdinovo, da cui Gragnola nel 1366, fu staccata ed eretta in feudo indipendente, sotto una linea marchionale che assunse il predicato di Castel dell' Aquila.
 
Nel corso di queste successioni, ebbero triste fama Galeotto e Leonardo II, autori dell'eccidio dei marchesi della Verrucola nel 1418; ma i sudditi ribellatisi con l'aiuto della Signoria Fiorentina,cacciarono gli usurpatori omicidi togliendo loro il feudo usurpato, e i propri averi. Successivamente però questi omicidi, per trattato con Firenze, rientrarono nel possesso dei loro averi. Non essendovi eredi, Castel dell'Aquila con le sue pertinenze passò nel 1443 al ramo di Fosdinovo.
Per altra divisione si separò di nuovo nel 1462, sotto una seconda dinastia che riprese il titolo antico e che, a sua volta, nel 1553, si tripartì nelle linee di Gragnola, di Viano e di Cortila.
Nel 1621 la linea di Cortila riunì tutte le altre; onde fu ricostituito il marchesato di Castel delI'Aquila fino al 1646, quando, morto il marchese Alessandro, l'intero feudo passò per sentenza imperiale ai marchesi di Fosdinovo, nonostante l'opposizione del Granduca di Toscana erede testamentario del Marchese predetto.
La rocca di Castel dell' Aquila antica costruzione dei Bianchi, fosco arnese di guerra e di rapina, adattata dai Malaspina a residenza signorile, è ormai pressoché distrutta e ridotta a rudere

Le rovine del castello dell'Aquila

 


Altri siti per approfondire l'argomento:

www.valleaquilagragnola.com/LIBRO.htm


Ultimo aggiornamento 20/04/2005