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I BIANCHI DI LAVAGNA (Genova)

 

Nel 1128 i Bianchi Conti di Lavagna intervennero ( in dodici e tutti parenti fra loro), in una Convenzione con il Comune di Genova.
Questa è la prima notizia che abbiamo sui Bianchi di questo ramo.
A Genova vissero per alcuni anni, dando origine ad altri rami, finché nel 1400 si ritirarono nella originaria Lavagna perché esclusi dal governo di Genova in quanto Nobili non cittadini. Malgrado ciò, conservarono il godimento delle franchigie che avevano ottenuto in passato. Infatti nel 1790 ( 10 settembre) i rappresentanti di circa trenta famiglie di questo ramo, residenti in Lavagna, Genova, Lisbona ed altre località non meglio definite, ottennero sentenza di franchigia, come riportato in un documento rinvenuto nell'archivio del Banco di San Giorgio.
Il capostipite fu il Conte Enrico Bianchi figlio di Oberto, quello che nel 1145 capeggiò la convenzione a Genova e che originò i rami dei Bianchi Genovesi.
Occorre dire che, per il fatto che i Bianchi di Lavagna si erano portati a Genova e, dopo alcuni anni, rientrarono in Lavagna, ha creato un po' di confusione nell'appartenenza ai vari rami, sia fra quelli genovesi che fra quelli della Riviera di Levante.
Noi per ovviare a questo problema, tratteremo le due località in modo indipendente, nello spirito che ci ha guidato in questa ricerca, quello cioè di capire da quale discendenza provengono i Bianchi di ogni città.
I Bianchi di Lavagna hanno avuto la fortuna di tramandarci molte notizie sui componenti dei vari rami formatisi, forse il più esauriente fra tutti i rami dei Bianchi citati in queste pagine.
Per meglio comprendere le varie suddivisioni, utilizzeremo sigle alfanumeriche che ci renderanno più semplice la loro distinzione.
Da Facino, personaggio che iniziò questo ramo fra la fine del 1200 e gli inizi del 1300, discesero due rami: quello di Nicolò (morto nel 1346) che identificheremo con A) e quello di Leone contraddistinto con la B)

 


Ramo A)

Da Nicolò di Facino parte un'altra linea attraverso Giovanni, altro Giovanni, Bartolomeo, Cucurnino, Battista,Benedetto.

Da Benedetto discesero Battista(A1) e Nicolò (A2).

La linea di Battista (A1) originò Bartolomeo, Giovan Maria, Leonardo
Leonardo continuò con :Giovan Maria, Giovan Battista e Francesco.
Giovan Maria (1788) fu padre di Antonio;
Da Giovan Battista (1778) discesero: Giacomo, Nicolò, Giuseppe, Leonardo e Andrea (1824).
Da Francesco (1782) Leonardo e Pasquale (1824)

La linea (A2) di Nicolò (1600) figlio di Benedetto originò 4 discendenti:

Stefano (A2-1), Gregorio (A2-2),Agostino (A2-3) e Giacomo (A2-4), Gregorio (A2-2),Agostino (A2-3) e Giacomo (A2-4).

Da Stefano (A2-1) sono discesi:

Pier Francesco, Giovanni Antonio, Giovanni Stefano, Pier Francesco, Giovanni Stefano fino a Giuseppe (1824) che fu padre di Giovanni Stefano e di Pier Francesco. fino a Giuseppe (1824) che fu padre di Giovanni Stefano e di Pier Francesco.

 

2° Gruppo:

Gregorio (A2-2) di Nicolò, originò un altro ramo dei Bianchi ed ebbe

Nicolò (1656) da cui nacquero Gregorio [ AB1], e Bernardo [AB2] Antonio[AB3].
Da Gregorio [AB1] discesero Nicolò (1724), Bartolomeo (morto nel 1776), Stefano (1770).
Da Bernardo [AB2] si originarono due linee:

Nicolò (morto nel 1799) e Angelo. (morto nel 1799) e Angelo.

Nicolò fu padre di Bernardo e quest'ultimo originò Stefano e Nicolò.

Angelo (morto nel 1775) fu padre di Bernardo, Angelo e Stefano

Da Antonio [AB3] venne Bernardo (morto nel 1765), che fu padre di Giuseppe (1765) [ AB-4], Andrea (1765) [ AB-5] e Nicolò(1765) [AB-6]. Essendo nati tutti nello stesso anno fa presupporre che fossero gemelli.

Da Giuseppe discesero Giacomo, Stefano, Francesco.

Da Andrea discese Nicolò che a sua volta procreò Andrea e Stefano.

Da Nicolò [AB6] discesero: Giuseppe, Giulio, Stefano, Giovanni, Agostino, Nicolò, Michele che originò Nicolò (1824).

 

3° gruppo[ A2-3]

I discendenti di Agostino (1631-1669) si divisero in due consistenti rami originati da : Battista e Sebastiano

 

Ramo Battista :

Battista originò due discendenti : Nicolò e Francesco ambedue nel 1687.
Da Nicolò discese Agostino, Nicolò e da quest'ultimo Tommaso ed Agostino (1775).
 
Da Francesco discese Sebastiano e Battista.
Sebastiano formò un ramo con Gerolamo, Francesco, Domenico e Francesco (1824)
Battista creò un altro ramo attraverso Francesco (morto nel 1776) che ebbe due discendenti: Battista e Giuseppe.
Questo Battista non ebbe discendenze, al contrario di Giuseppe da cui discese Rocco. Rocco ebbe due discendenti: Francesco Antonio (1824) e Girolamo.
Francesco Antonio non ebbe discendenti.
Da Girolamo discese Battista da cui discesero Girolamo, Giuseppe, Lorenzo, Giovanno Maria (1824) e Andrea.
Mentre gli altri non ebbero discendenti, quest'ultimo, Andrea, fu padre di Giacomo che a sua volta ebbe tre figli: Francesco, Lorenzo e Dionisio(1828)

 

Ramo Sebastiano

Da Sebastiano figlio di Agostino discesero Agostino e Antonio.
Agostino generò Sebastiano (1776) che a sua volta generò Agostino e Nicolò (1824)
Da Antonio discese Bartolomeo e Stefano e da quest'ultimo Bartolomeo, Pietro, Andrea, Lorenzo (1824) Andrea.
Quest'ultimo, Andrea fu l'unico che generò discendenti con Stefano e Tommaso.
Stefano generò Andrea e Giuseppe (1824)
Da Tommaso discesero: Francesco, Battista,Pier Maria, Michele, Tommaso, Giuseppe, Giulio, Andrea (1824)
Dall'ultimo, Andrea, nacquero Bartolomeo, Andrea, Giacomo.

 

4° gruppo

Da Giacomo (1591-1615) discesero: Nicolò, Angelo, Angelo, Nicolò (1703), Luca, Nicolò. Da quest'ultimo Angelo, Battista e Cristoforo(1824)

 


Ramo B

 

Da Leone figlio di Facino discese Giacomo.
Giacomo ebbe due discendenti: Bonifacio e Giovanni.
Da Bonifacio sono discesi: Giovanni (1457), Pantaleo, Nicoletta, ultima di questo ramo che sposò un nobile della famiglia Gentile.
Da Giovanni sono discesi Nicolò e Lodisio.
Da Nicolò, Pier Antonio, Tommaso (1497), Pier Antonio.
Da Lodisio, Bertino, Lodisio e Paolo Battista (1607)
Nell'Elenco Uff.le Nobiliare del 1922 è citato Pio Bianchi di Enrico De Nicola, dimorante a Genova, riconosciuto (1906) nel titolo e predicato di Nobile dei Conti di Lavagna.

Lo stemma di questa casata è il seguente: 

Partito: nel 1° di argento al leone di azzurro (Bianchi)

nel 2° bandato di azzurro e d'argento (Fieschi)

 

 

 

  


 

Terminano così i rami principali dei Bianchi di Lavagna, ma altri personaggi di questa famiglia hanno lasciato testimonianze:

 

1188 - Erme Bianchi, viene indicato fra i Genovesi che giurarono la pace tra Genova e Pisa .
 
1200 - Grimaldo Bianchi, che in un atto notarile vende a Niccolò Fieschi, Conte di Lavagna, appezzamenti di terreno di Vezzano.
 
- Giovan Battista Bianchi fu scultore ricordato da Spotorno per un gruppo bronzeo.
 
1745 - Sebastiano fu capitano delle Milizie nel 1745.

Ultimo aggiornamento 20/04/2005