Nel 1799, in occasione della nascita della Repubblica Napoletana, Giordano de' Bianchi Dottula scelse come nome di battaglia “Timoleone”.

Giordano “Timoleone” de' Bianchi Dottula


 

Paragrafi tratti da:

DIARIO NAPOLETANO

di Carlo De Nicola

Maggio 1799, Sabato 18. La sentenza si è eseguita. La stessa ecco quello che ci ha fatto sapere. I tre laici furono condannati perché convinti di aver procurato di mettersi alla testa di un'insorgenza a Mugnano, aver forzati i cittadini a togliere la coccarda ed a prendere le armi, e aver procurato di recidere l'albore della libertà, insultando il Presidente della municipalità. Il Sacerdote, per nome Giovanni di Napoli, perché reo convinto di voci allarmanti, con aver proclamato: viva Ferdinando e Carolina. A tutti è sembrata eccessiva questa condanna e dicesi aver d.o Sacerdote fatta una morte di martire. Ecco i nomi dei giudici che lo hanno condannato: Vincenzo Lupo, commissario del Governo, Giovanni Battista Mantoné Presidente, Timoleone de' Bianchi, Antonio Velasco, Gregorio Mattei, Bruno Gagliano. Si dice che Giuseppe Raffaeli, Domenico Sansone, e qualche altro siano stati di vita (sic). Si è annunziato al pubblico Maggio 1799, Giovedì 23. Allo sparo del cannone, che solo è servito ad annunziare che partiva da Palazzo la Commissione Esecutiva, come facevasi all'uscire dell'ex Re, è cominciata la festa di questa mattina. La processione ha fatto il solito giro dal catafalco a s. Chiara ed all'Arcivescovado. L'ordine è stato quello che ieri accennai da Palazzo al catafalco, la processione però ha serbato l'ordine seguente. Cominciava dall'essere preceduta da una pattuglia civica a cavallo, seguiva il Seminario, indi i Canonici; cominciava poi il Ministero in questo modo, Commissione di Polizia, i cui membri vestivano l'uniforme civica, seguiva l'Ammiragliato; indi la G. C. Criminale e Civile, poi il Commercio, la Camera dopo, il Consiglio e la Camera Reale tutti in flacca, chiudeva l'alta Commissione di Polizia, i di cui membri con l'uniforme civica. E fra questi si distinguevano, Vincenzo Lupo, che colla testa alla Bruto faceva un'orrorosa figura, e Timoleone Bianchi in abito all'ussara, anche pettinato alla Bruto, pareva che incutesse terrore. Avvertirò a questo luogo, che la testa alla Bruto non è altro che portare i capelli neri ricci e con zazzera come si dipinge e scolpisce la testa di Bruto che restituì la libertà a Roma.

Maggio 1800, Giovedí 22. Ieri S. E. il principe del Cassero si portò a visitare il principe di Belmonte il quale va ambasciadore estraordinario a Moscovia. Colla Regina va a Vienna il principe di Luzzi, e si dice anco il principe di Castelcicala, che va poi per ambasciadore in Inghilterra. Il Re col Generale (Acton) circa la fine di giugno verrà ad Ischia. Questa è l'ultima risoluzione per quanto si dice.

Il cav. d. Giordano Dottola, che seguí il Re a Palermo, si sentì allontanato dal Regno con una pensione di ducati 800. Si dice a causa del duca di Montrone suo nipote, celebre patriotta, conosciuto sotto il nome di Timoleone Bianchi che preso aveva sotto la Republica.

Quest'oggi è partita la fregata ed ha imbarcati per Palermo centosessantaquattro Moscoviti che vanno per la parata del Corpus Domini essendo stata premura del generale Moscovita che ha voluto sostenere di essere venuto colla sua gente per sola guardia dalla persona Reale. Sono partite pure alcune dame per Palermo.

La disgrazia del cav. Giordano Dottola è stata per aver riportato alla Principessa Reale alcune confidenze che relativamente a lei, gli avea fatta la Regina. E' stato perciò pulitamente allontanato dalla Corte, avendogli S. M. fatta accordare una pensione di annui ducati 800, e la gran croce dell'ordine Costantiniano, coll'ordine di ritirarsi in Bari sua patria.

 

 

 

MONITORE NAPOLITANO

QUARTODI' 24. GERMILE ANNO VII. DELLA LIBERTA';

I. DELLA REPUBBLICA NAPOLETANA UNA, ED INDIVISIBILE

(SABATO 13. APRILE 1799)

...........................omissis

Il General di Brigata Broussier Comandante della colonna mobile in Puglia dà parte di aver colà presa di assalto Carbonara, luogo in cui principalmente si radunavano i ribelli, li quali opposero all'attacco francese la più vigorosa resistenza: 800. persone sono state passate a fil di spada. La Città posta al sacco ed a fuoco; le bandiere e i cannoni rimasti in potere del vincitore.

Coloro che avevan potuto sottrarsi colà al furore de' soldati si erano posti in salvo a Legli, ed ivi riunitisi ad altri ribelli per difendersi insieme. Un distaccamento destinato a perseguitarli, era marciato sì velocemente contro di essi, che appena ebbero tempo a mettersi su la difesa, e le truppe entrando in Legli, massacrarono tutti i rivoltosi che vi erano, e 1 villaggio fu similmente bruciato.

Avran memoria i nostri lettori di un corso che fingendosi l'ex-principe ereditario andava imposturando i Popoli Pugliesi, con un tal Vincenzo Barracchio, che si disse Barlettano (ma un patriota di Barletta, reclama, asserendo esser di Monopoli) e se ne faceva Segretario, e che ambi si dissero arrestati in Bisceglia con quasi 30 m. ducati che avevano accumulati. Convien però dire, ch'egli o sia evaso dal carcere, o sia de' principi ereditarj in Puglia, siccome era degli antichi Dei di Egitto, che nascevano in ogni orto, giacché sul rapporto del detto Generale Broussier, un falso Principe ereditario era alla testa di altri ribelli di quelle contrade, e s'avanzava colla sua armata verso Casa Massima, e Rotigliano, e doveva giungere a Mola.

Le truppe lo incontrarono verso Montrone, e in un vivo combattimento 200 de' rivoltosi furono uccisi, e il resto sbaragliato, dopo di che fu dato alle fiamme Montrone.

Ciò non di meno il falso Principe riuniti i ribelli in Rotigliano, sostenne un altro fiero attacco, ma fu egualmente battuto, e massacrata la sua masnada. Gli avvanzi di questa ciurma rifugiatosi nella Città, furon ivi totalmente distrutti.

omissis...........................

 

 

MONITORE NAPOLITANO

SEPTIDI’. 17. PRATILE ANNO VII. DELLA LIBERTA’;
1. DELLA REPUBBLICA NAPOLETANA UNA, ED INDIVISIBILE
(MERCOLEDI’ 5. GiUGNO 1799)
MAJESTAS POPULI
Secondo trimestre. Num. 34

...........................omissis

15. Pratile si è stabilita una Commissione rivoluzionaria, colla seguente

LEGGE

La salvezza della Patria è stata sempre per gli onesti Cittadini la norma della giustizia, e della legge. La Patria è in pericolo, quindi fa d'uopo di una spedita e istantanea giustizia, per punire coloro che l'hanno tradita Perciò la Commissione Legislativa, ordina, e stabilisce.

1. Sull'istante è stabilita una Commissione rivoluzionaria, composta di cinque Membri

2. La detta Commissione giudicherà sull'istante a pluralità di voti, e militarmente senza appello o altro gravame tutti i rei di Stato, o che siano cospiratori, o che abbiano avuta criminosa corrispondenza cogl'insurgenti, e nemici della Patria.

3. E autorizzata a procedere senza alcuna forma di processo avendo riguardo alla sola verità del fatto.

4. La durata della suddetta Commissione è fino a nuova disposizione.

5. La Commissione Esecutiva è incaricata della esecuzione della presente legge - CIRILLO Presidente - DE TOMMASO Segretario.

 

La Commissione Esecutiva ordina, che la presente legge sia pubblicata, eseguita, e munita del suggello della Repubblica - ERCOLE D'AGNESE Presidente - CARCANI (FERD.) Seg. Gen.

I cinque sono Rocco Lentini, Giuseppe Pinto Renti, Timoleone Bianchi, Francesco Rossi, Gianbatista Manthonè. Commissario del Potere esecutivo presso la medesima Domenico Pagano. E entrata in attività subito nel giorno seguente.

omissis...........................

Ringraziamo Nicola Macchia per averci fornito queste interessanti ricerche storiche