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I BIANCHI DI PIACENZA

 

 

Viene definita come Antica famiglia Piacentina, ma non si conoscono le origini.

Capostipite di questo ramo fu Andrea Bianchi che ebbe come erede del titolo Paolo Camillo.

Paolo Camillo, che aveva prevalentemente interessi commerciali, ebbe due mogli: Margherita Bissaghi (morta nel 1599) dalla quale nacque Andrea; mentre dalla seconda moglie, Veronica Abati ebbe un'altro figlio maschio Fiorenzo. Nel 1644 moriva la seconda moglie e poco dopo, nel 1650 anche Paolo Camillo si spense lasciando in tal modo che i due figli Andrea e Fiorenzo dessero origine a due distinti rami.

 

RAMO 1░

Il primo ramo di questa famiglia Ŕ quello del maggiore dei due fratelli, Andrea, il quale nel 1612 spos˛ Paola Gatti dalla quale ebbe Margherita e Carlo Cristoforo.
Margherita spos˛ nel 1631 il notaio Pier Giacomo Fellegara.
Carlo Cristoforo spos˛ nel 1642 Veronica Cortemiglia Pisani, e con parte della dote della moglie acquist˛ a Castano, presso Verdeto, una vasta proprietÓ.
Nel 1680 Veronica moriva e Carlo spos˛ Caterina Migliorini.
Ma nel 1681 anche Caterina moriva e Carlo Cristoforo sposava la sua terza moglie Laura Sali.
Anche Laura nel 1683 si spense e Carlo spos˛ Giacoma Trotti.
Purtroppo anche Giacoma lasciava (per la quarta volta) vedovo Carlo Cristoforo, il quale spos˛ la nobildonna Camilla Longostrevi Cecilia dalla quale nacquero Veronica ( che successivamente spos˛ Lazzaro Cambiagi) e Giambattista.
Nel 1707 Carlo Cristoforo moriva e Giambattista ( che forse aveva avuto anche altri fratelli morti celibi) riuný tutte le proprietÓ della famiglia nelle sue mani.
Il 1░ agosto del 1733 Giambattista fu creato Nobile e fu iscritto alla classe Scotti il 12 gennaio 1734.
Nel 1736 faceva parte del Consiglio Generale.
Spos˛ la nobildonna Bianca unica erede della famiglia Buttafava dalla quale ebbe due figli: Carlo Giuseppe e Domenico.
Nel 1736 moriva la moglie Bianca e nel 1745 anche Giambattista si spegnevs.

 

Linea 1a

 

Carlo Giuseppe Bianchi si stabilý a Piacenza nella parrocchia di S.Andrea ed aveva proprietÓ a Cantone e a Tuna.
Si spos˛ con la nobildonna Veronica Scotti di Passano dalla quale ebbe Nicola.
Morta Veronica, nel 1767 spos˛ in seconde nozze Marianna Bazzini di Calendasco dalla quale nacque Antonio e Veronica.
Nel 1786 moriva Carlo Giuseppe Bianchi.
 
Antonio Bianchi spos˛ nel 1771 Candida Manelli e si trasferý a Cantone. Dal matrimonio naquero Teresa, che nel 1803 spos˛ Domenico Locatelli di Stradella, e Girolamo che intraprese la vita clericale fino a diventare Vicario Generale della diocesi di Piacenza.
Non si hanno notizie degli altri figli che probabilmente si trasferirono a Bettola.
 
Veronica Bianchi nel 1800 spos˛ Michele Bellotti. Non si hanno altre notizie.
 
Nicola Bianchi, primo figlio di Carlo Giuseppe, spos˛ la nobildonna Lucrezia Poggi Longostrevi ed abit˛ presso la sede del Monte di PietÓ dove espletava funzioni di rilievo.
Ebbe sei figli:

Luisa ( che nel 1819 spos˛ il conte Luigi Arcelli Fontana)

Margherita ( che nel 1829 spos˛ Antonio Giorgi)

Adelaide ( che nel 1830 spos˛ Antonio Arata)

Teresa ( che nel 1836 spos˛ Giovanni Cagnani)

Domenico ( che nel 1829 spos˛ Gaetana Ercole)

Giuseppe, che dopo essersi laureato spos˛ Matilde Bordi.

Dal matrimonio nacquero: Giuseppina, Ernesto, Lodovico e Stefano.
Di costoro sappiamo solo che Giuseppina spos˛ un certo Taini; Ernesto che prese il dottorato e che si spense nel 1888.
Nicola Bianchi morý nel 1831 e nel 1840 sua moglie Lucrezia.

 

Linea 2 a

 

L'altro figlio di Gianbattista, Domenico Bianchi, si stabilý nella proprietÓ di Verdeto.
Spos˛ la nobildonna Paola Civardi e dal loro matrimonio nacque Giuseppe, Giovanna e Gian Battista.
Nel 1777 moriva Paola e Domenico si spengeva nel 1799.
 
Giuseppe Bianchi spos˛ Candida Pozzi, non ebbe figli, e morý nel 1825.
Giovanna Bianchi nel 1769 spos˛ Luigi Ballerini di Bobbio.
Gian Battista Bianchi spos˛ la nobildonna Maria Antonia Poggi Longostrevi da cui nacquero Luigi e Giulio
Gian Battista moriva nel 1808.
 
Giulio Bianchi spos˛ Paola Pisani dalla quale ebbe due figlie:
 
Luisa ( che nel 1833 spos˛ il nobile Paolo Bissi)
 
Leocadia ( che nel 1839 spos˛ Giorgio Pisani).
 
Luigi Bianchi spos˛ la nobildonna Gaetana Civardi dalla quale nacque Domenico. Morta Gaetana nel 1819 a Castel S.Giovanni, Luigi spos˛ nel 1824 una contadina, Marianna Brusamonti. Luigi morý nel 1825.
 
Domenico Bianchi spos˛ Marianna Locatelli di Voghera, acquist˛ il castello di Castano, ma per la sua passione per il gioco, perse sia il castello che gran parte del patrimonio famigliare riducendosi ad una vita molto modesta.

Ebbe vari figli che in gran parte morirono in tenera etÓ, altri non contrassero matrimonio, e solo di due si sono avute notizie: del primogenito Giovanni e di Serafino.

Marianna Locatelli moriva nel 1873 e Domenico nel 1867.

 

Giovanni Bianchi che nacque l'11 aprile 1825 fu giornalista e scrittore, si distinse come patriota e fu un personaggio politico tra i pi¨ noti di Piacenza.
Studi˛ a Piacenza nel collegio di S. Pietro, ritornando poi al paese natio.
Mazziniano fervente nella prima giovinezza allo scoppio della rivoluzione del 1848 promosse nella piazza di Agazzano una dimostrazione popolare contro il governo ducale, che gli cost˛ l'arresto. Liberato, espatri˛ in Piemonte ove entr˛ in contatto con gli esuli dei ducati, riuniti in Comitato unico.
A Torino si interess˛ delle prime societÓ operaie, e, deluso dalle amare esperienze liberali e monarchiche, si avvicin˛ agli ambienti repubblicani, collaborando nel I85I all'Uguaglianza, un giornale d'opposizione, venato di socialismo. Nei primi mesi del 1852 le autoritÓ lo espulsero da Torino; dopo un breve soggiorno a Genova si trasferý, sempre sotto sorveglianza, a Rovescala nei pressi di Voghera, ove alla fine dello stesso anno fu arrestato. Rilasciato, si rec˛ a Stradella e il 6 febbr. 1853 partecip˛ al fallito tentativo di penetrare con una spedizione nel Lombardo Veneto in concomitanza con il moto milanese. Nuovamente arrestato, fu liberato dopo pochi giorni e costretto a stabilirsi a Voghera, ove con Pietro Giuria pubblic˛ un giornale, L'Amico della famiglia .
Ottenuta all'inizio del 1855 l'autorizzazione a rientrare nel ducato di Parma, si stabilý a Verdeto, dedicandosi agli studi, in particolare di economia politica, e patrocinando l'attuazione di riforme nel ducato sottoponendo i progetti ai ministri nel I856 e alla stessa duchessa reggente nel 1857.
Avendo abbandonato le aspirazioni repubblicane aderý alla SocietÓ nazionale e fu il corrispondente piacentino del Il Piccolo Corriere d'Italia.
Al momento della rivoluzione, nel giugno del 1859 le sue precedenti esperienze gli valsero la direzione della Gazzetta piacentina, voluta dal Comitato rivoluzionario.
Nel 1861 Giovanni Bianchi diresse Il Paese apparso in sostituzione della Gazzetta piacentina sul quale riprese l'accesa campagna contro il municipio, ottenendo alfine i mutamenti desiderati, ma perdendo nuovamente la direzione del giornale.
Sorto nel frattempo il Corriere piacentino, espressione del liberalismo moderato, Giovanni gli contrappose dal gennaio del 1863 L'Osservatore piacentino, e poi dal settembre del 1864 alla fine del 1866 L'Indipendente, nei quali potÚ sostenere senza remore le sue idee politiche, di unitario convinto, di democratico aperto alle esigenze delle classi lavoratrici, di cattolico che auspicava l'alleanza fra cattolicesimo e democrazia: un programma che sostenne anche nei giornali che successivamente diresse La Gazzetta di Piacenza e Il Progresso, sino al settembre del 1869.
Negli anni seguenti Giovanni fu a Firenze e a Roma, ove le sue credenze religiose lo sospinsero a rifiutare la direzione della Riforma di Crispi. La singolaritÓ della sua posizione, che non poteva trovare eco nella sinistra democratica dell'epoca, lo ricondussero a Piacenza, ove poi rimase sino alla morte.
Redattore del moderato Corriere piacentino (1877 al 1880), e poi di due giornali cattolici sino al 1883 assunse la direzione di un terzo giornale cattolico, L'Indicatore piacentino, allorchÚ le sue concezioni unitarie, il favore per la partecipazione elettorale dei cattolici, la distinzione fra cattolicesimo e clericalismo lo costrinsero a lasciare il giornale.
Collaboratore dal 1890 al 1894 del Piccolo, nel 1894 diresse per pochi mesi un nuovo giornale con il riesumato titolo dell'Indipendente, finche a metÓ del 1895 assunse la carica di redattore responsabile del Gerolamo Savonarola, un settimanale dal titolo emblematico diretto dal sacerdote scomunicato Paolo Miraglia: una collaborazione che scrupoli religiosi lo sospinsero a interrompere a metÓ del I898.
Spos˛ Rosa Bolis di Voghera ed ebbe due figlie: Ester e Carolina, che rimasero nubili.
Morý in modeste condizioni economiche il 26 aprile del 1900.

 

Serafino Bianchi, fratello di Giovanni, dopo essersi impiegato come daziere in vari paesi del piacentino, attraversando diverse vicissitudini economiche, si trasferý nel pavese. Nel 1861 spos˛ Francesca Mazzocchi da cui nacquero:
 
Matilde, che spos˛ Attilio Orlandi;
 
Odoardo, di cui non si hanno notizie;
 
Giuseppe, che spos˛ Ida Pallavicini;
 
Domenico, del quale sappiamo solo che morý a Milano nel 1947.
Non si conoscono ulteriori discendenze per cui non sappiamo se questa famiglia pu˛ dirsi estinta.
 
 

RAMO 2░

 

Il secondo ramo di questa famiglia si riferisce a Fiorenzo Bianchi, fratello di Andrea.
Spos˛ Maria Cortebosa dalla quale ebbe Rocco.
Possedeva proprietÓ a Fontanafredda e fu tesoriere della ComunitÓ.
Nel 1656 fece parte del Consiglio e sedette tra i nobili della classe Anguissola. Ma durante la sua gestione, alcuni dipendenti aprofittarono della sua fiducia producendo forti ammanchi che Fiorenzo dovette rifondere.
Maria morý nel 1658 e Fiorenzo nel 1684.
 
Rocco Bianchi spos˛ la nobildonna Isabella Cigala dalla quale ebbe quattro figli:
 
Alba Virginia ( che spos˛ nel 1691 Pietro Bassani e nel 1711 Lorenzo Saltarelli);
 
Veronica ( che nel 1713 spos˛ il nobile Cesare Turi˛);
 
Maria ( che nel 1698 spos˛ il pittore Giovanni Rubini);
 
Paolo.
Questa famiglia abitava nella parrocchia di S.Ilario nel Cantone dei Cavalli n.8, dove sul frontale del portone Rocco Bianchi fece scolpire lo stemma della famiglia.
Paolo Bianchi fu castellano in varie fortezze della Valceno.
Spos˛ Bianca Mandricardi, figlia del conte Giuseppe, il quale era cognato di Gian Andrea Angelo Comneno, pretendente all'impero di Costantinopoli.
I suoi figli furono:
 
Rosalba ( che nel 1743 spos˛ Onofrio Torreani);
 
Isabella ( che nel 1740 spos˛ Stefano Lombardelli e nel 1749 Francesco Cotta)
 
Rocco.
Rocco Bianchi abitava nella parrocchia di S.Paolo e spos˛ nel 1744 Teresa Cotta.
Nel 1764 faceva parte del Consiglio Generale.
Ebbe due figli: Paolo, che non lasci˛ discendenza;
Giuseppa che nel 1766 spos˛ il nobile Luigi dell'Acqua.
Rocco Bianchi morý nel 1773 e con lui si estinse questa famiglia.

Lo stemma dei due rami della famiglia era il seguente:

 

   D'azzurro a tre scaglioni :
il primo in capo di color rosso sormontato da un'aquila in nero su campo d'oro;
il secondo d'oro
il terzo con due colombe a becco aperto rivolte l'una verso l'altra su campo azzurro
la punta in basso di color rosso

 

 

Questo stemma ( in pietra) era sul portale in Cantone Cavalli 8 (residenza di Fiorenzo Bianchi ) a Piacenza e sulla cappella Bianchi nella chiesa parrocchiale di Verdeto (Agazzano).

La simbologia delle due colombe potrebbe significare i due discendenti maschi della famiglia, ma questa Ŕ una interpretazione personale, non avvalorata da nessuna informazione sull'argomento.

 


 

Altra famiglia Bianchi

 

 Una seconda famiglia Bianchi, che sembra per˛ non avesse nessuna parentela con la precedente, aveva come capostipite Paolo Emilio Bianchi che nel 1600 fu Cancelliere della ComunitÓ. Abitava nella Parrocchia di San Donnino, ed ebbe un Marco, che fu anch'egli Cancelliere della ComunitÓ e notaio. Nel 1621 fece parte del Consiglio Generale con il gruppo di Nobili della classe Fontana.
Spos˛ Giovanna Cogni dalla quale ebbe due figlie: Francesca e Margherita.
Nel 1657 moriva Giovanna e Marco nel 1664.
Francesca Bianchi spos˛ nel 1652 il nobile Galeazzo Fontanili;
Margherita nel 1656 spos˛ il Dott. Lorenzo Francesco Via.
Con questi ultimi personaggi la famiglia si estinse.

 


 Altri personaggi illustri Piacentini

 

1827 - Francesco Saverio Bianchi nacque il 24 novembre 1827 a Piacenza. Tenne la cattedra di diritto civile nelle universitÓ di Parma e di Siena. A Parma nel 1869 fu eletto consigliere comunale e quindi Sindaco della cittÓ. Per molti anni fu anche Presidente del Consiglio Provinciale e presidente degli Ospizi civici. Nel 1880 fu consigliere di Cassazione di Torino e nel 1882 di quella di Roma. L'8 luglio 1883 fu nominato consigliere di Stato e nel 1892 venne eletto senatore. La sua opera maggiore fu il Corso elementare di codice civile italiano a cui dedic˛ quasi l'intera vita. Collocato a riposo nel 1907, morý a Civitavecchia il 20 luglio 1908.

 

1918 - Gino Bianchi nato a Bettola il 17 ottobre 1918 da Francesco e da Civardi Anita Giulietta. Laureato in Chimica e farm. Comandante di Brigata Partigiana. Fu Sindaco di Bettola


Ultimo aggiornamento 20/04/2005