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I BIANCHI DI RIMINI
 
 

 

 

Una BIANCHI rapita dai Pirati Saraceni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo avviso del 1675 riporta l'elenco degli schiavi cristiani rapiti dai pirati saraceni e riscattati. Le incursioni dei pirati saraceni in quegli anni avevano messo le coste d'Italia sotto un terribile incubo. Infatti oltre al saccheggio, agli stupri alle uccisioni, questi galantuomini erano soliti rapire, oltre agli uomini da mettere ai remi e giovani fanciulle da vendere per rimpinzare gli harem, quei personaggi di un certo livello economico che potevano garantire un prezzo di riscatto per la loro liberazione. 
Una Confraternita, quella del Gonfalone, aveva come scopo principale quello di raccogliere i denari sufficienti per il riscatto e recarsi sulle coste Algerine per rintracciare le persone rapite, pagare il riscatto e ricondurle in patria.
Il manifesto di cui sopra ( uno dei tanti) era un modo per giustificare le somme spese e per rendere credibile la loro missione di raccolta di fondi. 
Fra le persone elencate appare una certa CATERINA di anni 40 figlia di MICHELANGELO BIANCHI di Rimini riscattata nel 1672 e probabilmente rapita qualche anno prima.
Chissà quanti altri Bianchi avranno fatto quella stessa esperienza e quanti saranno rimasti sulle coste Algerine sperando si essere riscattati. 
 
Altri personaggi illustri di Rimini
 
 
Giovanni Bianchi noto sotto il nome accademico di Janus Plancus, da lui stesso italianizzato in Giano Planco, nacque a Rimini il 3 gennaio 1693 ove si spense il 3 dicembre 1775.
Dopo aver studiato alla scuola dei Gesuiti fino all'età di 11 anni, divenne autodidatta approfondendo materie come la chimica, la storia, la filosofia e molto più profondamente la Botanica, oltre alle lingue greca e latina.
Nel 1717 si recò a Bologna dove tre anni dopo conseguì la laurea in medicina.
Raggiunse ben presto la fama di medico valente e nel 1741 il Granduca di Toscana lo invitò ad occupare la Cattedra di Anatomia in Siena.
Ma pur essendo un uomo ricco di pregi, aveva il grave difetto di un carattere altezzoso, arrogante, sempre pronto ad attaccar battaglia, e se per caso si contraddicevano le sue teorie, dava inizio ad un dibattito con frasi infamanti e velenose in un susseguirsi di botta e risposta. Per tutto questo Giovanni Bianchi ebbe feroci nemici e sopportò umiliazioni e maldicenze, che gli fecero guadagnare questo epitaffio:
 
 
A tutti dei e dee dell'Averno
Quì giaccion l'ossa di un baron f......
Che disse male fin del Padre Eterno.
Se lo buggeri dunque in sempiterno
Co' satelliti suoi il nero Pluto.
Il nome di costui fu Giovan Bianchi.
Se tu preghi per lui di fede manchi.
Tutto il Senato e il Popolo di Rimini
Ad un suo cittadino
Più sacrilego e osceno di Calvino.
 
Comunque la sua fama fu grandissima e gloriosa e non gli mancarono gli elogi come il seguente ( Aurelio Bertola : Elogio di Giovanni Bianchi (Bibl.A.Saffi di Forlì) :
 
 
Buon per te Rimino
che Bianchi vive,
che franco e libero
consulta e scrive.
Se alle Cantaridi
non movea guerra,
oh povero popolo
n'andria sotterra!
 
A sottolineare la sua fama, oltre al fatto che fu in corrispondenza con gli uomini più famosi del suo tempo, furono gli incarichi che ricoprì.
Fu Archiatra Pontificio di Clemente XIV e di Pio VI, appartenne all'accademia di Berlino, di Lipsia, all'Istituto delle Scienze di Bologna, all'Accademia Etrusca di Cortona, dei Fisiocratici di Siena, dei Georgofili di Firenze, dei Congetturanti di Modena, all'Accademia della Crusca e s'impegnò per far risorgere l'accademia dei Lincei a Rimini.
Nel 1773 l'Amaduzzi gli inviava la Benedizione in articulo mortis compartitagli dal Santo Padre, con l'esortazione di conservarla, per farne uso più tardi che sia possibile.
Ma due anni dopo, il 3 dicembre 1775 Giovanni Bianchi moriva.
 
 

1887 - Alberto Bianchi (1887 -  ???) Pittore, nipote di Mosè Bianchi di Monza studiò a Roma sotto la guida di Antonio Mancini. Illustratore di libri e riviste, si dedicò definitivamente al ritratto. Fra le sue opere più importanti, la decorazione del teatro comunale di Rimini ed in quello di re Fuad al Cairo.
 

 
1945 - Luigi Alberto Bianchi, nato il 1 gennaio 1945, violinista, diplomato all'Accademia di S.Cecilia
 
 

Ultimo aggiornamento 20/04/2005