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I BIANCHI DI VENEZIA

 

 

Anche questo ramo dei Bianchi secondo il nostro parere sembra abbia origine da quello di Firenze anche se il Dolcetti, nel suo Libro d'argento asserisce una provenienza dalla Dalmazia o dall'Albania.

A riprova della nostra asserzione è lo stemma che è così descritto :

D'azzurro
alla fascia ondata d'argento

 

 

Pietrasanta Silvestro, nel suo volume Tesserae Gentilitiae (1637) descrive lo stemma nel seguente modo :

 

Argentei: tres cantherij, in punicea sublica,
sulcata scuti areolam cyanei:
funt vero poluveilorum in imperio tofinem
cyanei, in argentea vacerra,
supra scuti valuula puniceum: hi funt
familiae BLANCHAE VENETIIS.

 

 

Altra considerazione da fare è quella che vede in quell'epoca i Fiorentini al centro del mercato europeo della seta con i loro pregiati tessuti ed essendo abili mercanti utilizzavano il porto di Venezia per portare in oriente la loro merce riportando indietro preziosa materia prima. Risulta pertanto verosimile che taluni, avendo un continuo traffico mercantile, abbia deciso di aprire depositi e magazzini, nominando responsabile un figlio o un nipote o comunque un parente prossimo.
Con l'andar del tempo non è difficile stabilire che qualcuno di questi abbia preso moglie una veneziana, originando in tal modo una nuova famiglia.
Ma spesso, pur conservando intatto il cognome, poneva delle modifiche nello stemma per significare una certa indipendenza sociale, mantenendo nel contempo intatte le sue origini.
Anche i Bianchi di Venezia rientrano in questa ipotesi e la differenza che distingue il loro stemma da quello del ramo fiorentino consiste nell'aver tolto " le bande d'oro".

In Venezia i Bianchi si riunirono in S.Apollinare, acquistarono e costruirono molte case tanto che ad uno dei " campieli " venne chiamato "Corte dei Bianchi ".

Un «Marco di Bianchi», nato in parrocchia di S. Apollinare, ottenne ai 12 luglio 1601 d'essere approvato cittadino originario. La medesima concessione era stata fatta ai 28 novembre 1584 a G. Battista di lui padre, ed ai 30 aprile 1548 a Pietro di lui avo. Essi pure erano nati nella medesima parrocchia.

Questa famiglia Bianchi, o di Bianchi, da S. Apollinare, aveva bottega da piombi e ferramenta, all'insegna della Madonna, sul «Ponte di Rialto».

Come tutte le famiglie nobili e ricche costruirono le loro tombe di famiglia sia nella chiesa della Madonna dell'Orto, sia in S. Geminiano che ora non esiste più perché demolita.

I primi Bianchi appaiono in Venezia intorno al 1300 e nel 1548, il 30 aprile ottennero il decreto di cittadinanza originaria. Questo riconoscimento permetteva loro di poter accedere alle più importanti cariche fino alle Magistrature della Serenissima.

È bene rammentare che a Venezia esistevano tre classi sociali:
i Patrizi, casta a cui era riservato il governo della cosa pubblica;
i Cittadini Originari (I Cittadini Originari godevano di speciali privilegi ma dovevano avere requisiti particolari come: essere nati a Venezia; discendere da padre e da nonno Veneziano, non aver mai esercitato un'arte meccanica. ) che potevano accedere a importanti cariche come quella di Cancellier Grande, quella di appartenere all'Ordine dei Segretari ecc.;
i Popolani, il resto della cittadinanza veneziana.
Fra i vari personaggi dei Bianchi che ricoprirono la carica di Segretario presso i vari collegi della Serenissima, si distinse particolarmente Girolamo Bianchi, vivente nel 1560, che per varie volte ricoprì la carica di Cancellier Grande e quella di Segretario presso il Consiglio dei Dieci.
Costruitosi una casa a S.Marucola, si sposò ed ebbe molti figli che a loro volta aumentarono ulteriormente i vari rami dei Bianchi.

 


Il Ramo dei BIANCHI-MICHIEL

 

Vittorio Spreti, nella sua opera storico-nobiliare cita una famiglia Bianchi di origine lomellinese il cui capostipite dott. LuigiBianchi, di Bernardino ( Regio Prefetto) e della contessa Caterina Michiel, per disposizione testamentaria del nonno materno Senatore Conte Luigi Michiel, aggiunse al proprio cognome quello di Michiel originando in tal modo il nuovo ramo Bianchi Michiel con dimora a Venezia, SS.Apostoli.

Da Luigi discendono Alvise, Anna e Ruggero

La descrizione del loro stemma è la seguente:

 

Troncato : al 1° ( concess. Bianchi) d'azzurro alla fascia ondata d'argento, accompagnata in capo da tre gigli dello stesso; in punta da una rosa d'argento.

al 2° ( concess. Michiel) fasciato d'azzurro e d'argento di sei , le fascie d'azzurro cariche di dodici bisanti d'oro (4+4+4) colla spezzatura di un bastone scorciato di rosso posto in banda.

 

 


Altri   Bianchi

 

1549 - Carlo Bianchi figura come Notaio
 
1600 - Bianchi, famiglia italiana di attori
Giuseppe dopo essersi imposto artisticamente in Italia, si trasferì a Parigi dove recitò nella compagnia teatrale del Cardinale Mazzarino.
Brigida (Venezia 1613 - Parigi 1703) sotto il nome di Aurelia interpretò ruoli romantici. Fu autrice di canzoni e sonetti.
 
1607 - Un certo Bianchi (de') Antonio, viene citato dal Cicognani fra gli atti rinvenuti nella chiesa di S.Giorgio, in un elenco di scrittori che pubbli carono opere contro la Repubblica. Il titolo dell'opera di Antonio era :
La manifesta e gioiosa pace.
 
1700 - Antonio Bianchi nacque a Venezia intorno al 1720. Per molti anni esercitò il mestiere di gondoliere finché il Doge Pietro Grimani lo pose sotto la sua protezione.
Tale situazione lo mise nella condizione di dedicarsi ad attività culturali con particolare predilezione per la poesia. Questo poeta gondoliere esordì nel 1751 con un lussuoso volume sponsorizzato da moltissimi sottoscrittori per la maggior parte patrizi, dal titolo : Davide Re d'Israele. Poema eroico sagro di A.B. servitore di gondola veneziano.
Nel 1753 usciva con una seconda pubblicazione dal titolo : Il Tempio ovvero il Salomone. Canti dieci di A.B. già servitore di gondola veneziano....
Altre opere scrisse e pubblicò nel 1760, 1765, finché nel 1770 pubblicò un romanzo : Il filosofo Veneziano ossia la vita di Venanzio N.....
Non si conosce la data di morte di questo singolare autore, ma la sua storia letteraria si concluse nel 1772.
 
1727 - In S.Maria dell'orto nel mezzo della cappella dedicata ai Re Magi, esiste un'epigrafe in marmo nero dedicata ad Anna Bianchi che fu dettata da Gaetano Pinali Veronese, già giudice della Corte d'Appello di Venezia .
 
1733 - Agostino Bianchi Veneziano risulta come Abate di San Giorgio Maggiore
1749 - Nella chiesa di S.Geminiano, il 28 giugno 1807 alle ore 9 pomeridiane, fu aperta e vuotata la tomba di Pietro Bianchi, tomba eretta per la moglie di Agostino Bianchi, Felicita Pataro, morta nel 1749 a 46 anni.

1763 - Padre Ignazio Ludovico Bianchi fu l'autore del volumetto dedicato alla Vita del Beato Giovanni Marinoni

1782 - Lucia Bianchi cantante lirica si esibisce con un coro polifonico

1873 - Narcisa Bianchi: nacque a Venezia il 5 di febbraio di 1873 e morì in Colonello Charlone, provincia di Buenos Aires, Argentina il 20 gennaio di 1975. 
I suoi genitori erano Cayetano Bianchi ed Ana Procatti. 
Arrivando dall'Argentina si stabilì nella provincia di Chaco e ma più tardi si trasferì verso Colonello Charlone con suo marito (Juan Lanzoni) ed alcuni dei suoi figli.

Ultimo aggiornamento 20/04/2005